a cura di Davide "Harddiskaunt" Zocchi
Giuliano Palma & the Bluebeaters
The Wonderful Live
V2
Stile! Ecco la parola chiave per spiegare il successo di una band che, come hanno sempre affermato i protagonisti, è nata per gioco. Si narra ormai come una leggenda dell'incontro avvenuto nel 1994 tra musicisti di Casino Royale, Africa Unite e Fratelli di Soledad uniti da un amore senza riserve per la musica giamaicana. Ricordo di aver sentito raccontare che il primo concerto lo fecero a Torino in un piccolo club per festeggiare il compleanno di un amico. Verità, leggenda o semplicemente la mia arteriosclerosi? Non so, ma il fatto che tutti i musicisti coinvolti continuino a suonare (e con successo) con i rispettivi gruppi e si dedichino ai Bluebeaters solo per brevi periodi, sembra testimoniare che il progetto sia nato davvero per gioco. Ma anche per giocare è necessario avere stile e Giuliano Palma e i suoi soci hanno stile da vendere: stile nella scelta dei brani, stile nell'interpretarli ma soprattutto stile nel gestire il palco.
Nel loro live set niente sembra essere lasciato al caso e The Wonderful Live arriva, dopo il fortunatissimo The Album (12000 copie vendute in rete e la ristampa con i due nuovi pezzi eseguiti con Gino Paoli che continua a vendere!), a documentare la grandezza della band. Quindici pezzi per oltre un'ora di musica. Tra gli otto inediti spiccano a mio avviso Artibella e Out of times: la prima, come tutti i cultori della musica in levare sanno, è uno dei pezzi più noti di Ken Boothe, colui che è stato definito "il Wilson Pickett della musica giamaicana" e che pubblicò nel 1968 un album dall'emblematico titolo "Mr Rocksteady", quello che bisogna aggiungere è che l' interpretazione canora di Giuliano "The King" Palma non ha niente da invidiare a quella originale dell' usignolo di Kingston. Out of times rientra invece nel secondo filone caro ai Bluebeaters, cioè quello di reinterpretare brani famosi provenienti da un diverso ambito musicale in chiave squisitamente ska-rocksteady e anche in questo caso il risultato è fantastico: il vecchio classico dei Rolling Stones acquista nuova vita e sembra quasi essere stato scritto per essere interpretato in questo modo. Altro inedito è il primo brano dell'album, Skaravan, standard jazz firmato da Duke Ellington e Juan Tizol, che i Bluebeaters eseguono però secondo l'arrangiamento ska di Roland Alphonso. Skaravan è andato a sostituire come apertura dei concerti della band un altro standard: A shot in the dark, di Henry Mancini, ma anche in quel caso l'arrangiamento era quello di Roland Alphonso e degli Skatalites. E l'amore che i Bluebeaters provano per questo combo storico è testimoniato anche dalla presenza nel disco di un pezzo originale degli Skatalites: Nimrod.
Anche gli altri pezzi inediti presenti in The Wonderful Live sono creazioni di leggende della musica giamaicana: Somebody has stolen my girl porta le firme del cantante Delroy Wilson e del mitico produttore Clement "Coxsone" Dodd, Here I come è del compianto Dennis Brown, uno dei più amati cantanti dell'isola caraibica mentre Party time arriva dal repertorio degli Heptones. Sono inoltre presenti sul disco alcuni dei pezzi che hanno creato il mito Bluebeaters: Wonderful Life, Believe,Gimme a little sign, I don't know why I love you (but I do) e come non ricordare la splendida Coming in from the cold in cui il grande Bunna abbandona il basso per offrirci una felicissima interpretazione di Marley?
Un altro punto in favore dell'autenticità di questa band è che, come riportano orgogliosamente le note di copertina, in The Wonderful Live non c'è nessuna sovraincisione né alcun lavoro di post-produzione e ciò vuol dire che suona esattamente come suona la band. Questa non è una cosa comune perché generalmente i dischi che vengono spacciati per live sono in realtà minuziosamente rivisti e corretti a posteriori in studio. Non in questo caso, qui quello che si sente è 100% Bluebeaters! E se ciò può far storcere il naso agli amanti del suono iper pulito, è invece un vero piacere per gli amanti della autentica musica giamaicana delle origini, musica che veniva regolarmente registrata in presa diretta.
Tirando le somme quindi si può parlare di un altro centro dei Bluebeaters, ma viene da chiedersi è possibile che in tutto ciò non ci sia neanche un piccolo neo? Forse uno c'è, ma interessa la sfera dei sogni piuttosto che quella della realtà, infatti ascoltando la splendida sezione fiati composta da Gigi T-Bone al trombone e The Angelo Parpaglione al sax, mi sono trovato a immaginare che portento avrebbe potuto essere se ci fosse stato ancora il buon Roy Paci alla tromba. Ma come ho detto questo rientra nei sogni, nella realtà c'è un nuovo magnifico album della miglior ska band italiana e se per caso qualcuno non li ha ancora visti dal vivo, nell'attesa di colmare questa grave lacuna, può consolarsi ascoltando The Wonderful Live.

Davide "Harddiskaunt" Zocchi

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