a cura di Davide "Harddiskaunt" Zocchi
Persiana Jones
Agarra la onda
Uaz record
E' uscito ormai da alcuni mesi l'ultimo grande lavoro di Persiana Jones: Agarra La Onda. Il titolo del cd riprende il motto dei surfisti messicani che, come tutti ormai sanno, significa "prendi l'onda", in qualche modo l'equivalente del Carpe Diem dei nostri antenati latini (che però non mi risulta frequentassero le spiagge in attesa della grande onda!). I Persiana Jones possono essere considerati, insieme a pochissimi altri, i padri fondatori dello ska italiano e sono probabilmente il gruppo ska più longevo che la penisola possa vantare. Attivi fin dal 1988 hanno deliziato diverse generazioni di kids italiani e europei con un infaticabile attività live (dovrebbero avere ormai superato il traguardo dei 700 concerti!) permettendo a molti di avvicinarsi per la prima volta alla musica in levare. Anche attraverso la loro etichetta, la Uaz Records, hanno contribuito a diffondere il verbo dello ska, producendo nel 1998 la fondamentale "Italian Ska Invasion", raccolta che fotografava la situazione della musica ska in Italia e di cui è in preparazione il secondo episodio.
Con Agarra La Onda il gruppo torinese porta alle estreme conseguenze il percorso iniziato con la svolta di Brivido Caldo (1997), lavoro in cui abbandonarono le influenze latino-americane per sposare sonorità più dure.
La dedica al grande Joey Ramone è la giusta premessa a un disco in cui i riff della chitarra di Bob Marini si fanno ancora più taglienti e la sezione ritmica (il "Gatto" alla batteria e Beppe al basso) pesta che è un piacere. Se a tutto ciò sommiamo la voce di Silvio e la pirotecnica sezione fiati composta dal sax di Alessandro e dal trombone di Yomar e il risultato non può che essere uno: Ska-core!
Quindici le tracce presenti in Agarra La Onda (più una strepitosa traccia fantasma con una versione del classico cubano Guantanamera che si apre con un arrangiamento tradizionale per andare a esplodere in un finale in puro Persiana style) tra cui due covers: We're not gonna take it, dei Twisted Sister (la band più tamarra degli anni '80, un' accozzaglia di uomini di fatica che soleva esibirsi in abiti femminili) e Hawaii 5-0, sigla dell'omonimo telefilm. Diversi gli ospiti presenti sul disco: Zazzo, voce della storica hardcore band torinese Negazione, interpreta oltre alla cover delle "sorelle picchiatelle" una delle tre versioni di Senza, motivo conduttore del disco; la sezione fiati è rinforzata dal sax di Paolo "De Angelo" Parpaglione (Africa Unite, Bluebeaters), dal trombone di Gigi "Mr T-Bone" De Gaspari (Africa Unite, Bluebeaters e Jamaica Liberation Orchestra) e dalle trombe di Alberto Mandarini e Marco Fior. La produzione è affidata a Madasky (già produttore dei primissimi lavori di Persiana Jones) che inoltre remixa e interpreta secondo il suo tipico stile una versione di Senza. A confermare la dimensione internazionale ormai raggiunta dal gruppo piemontese è presente Darian Rundall, già produttore di Pennywise e Bad Religion, che si è occupato di registrare e mixare la title track, Correndo solo e Ore e giorni.
I testi delle canzoni riprendono le tematiche più care a Persiana Jones, cioè quelle legate alla ribellione, una ribellione istintiva e non mediata.
Infatti anche se il gruppo non può essere definito un gruppo politico (almeno nel senso più letterale del termine) sono diverse le liriche che raccontano della loro scelta di non piegarsi alle regole del sistema e di non volersi adattare al grigiore e all'uniformità che la società vorrebbe imporre a tutti. Quindi il messaggio è quello di non arrendersi, di non accettare il destino che qualcun altro ha già scritto per noi e di continuare a sognare ed essere pronti a "prendere l'onda"! Parallelamente é presente l'orgogliosa affermazione della propria indipendenza e del proprio amore per la libertà (cosa che coerentemente i Persiana Jones hanno sempre messo in pratica coltivando l'autoproduzione e rifiutando di svendersi alle mode). Molto belle, a mio avviso, anche le parole di Dove sei, una malinconica riflessione sull'amicizia che raramente riesce a resistere ai cambiamenti e al passare del tempo (davvero struggente il solo di chitarra!). Tuttavia non è certo la malinconia il tema portante delle liriche dei Persiana, anzi i loro appelli alla ribellione sono sempre uniti all'invito a divertirsi e prendersi il meglio di ciò che la vita ci riserva.
In definitiva Agarra La Onda è un altro centro del gruppo dei Carruozzo Brothers e se i puristi dello ska potrebbero obiettare che questo non è più ska, la mia risposta è: chiamatelo ska, chiamatelo ska-core, punk o come volete voi, quello che è certo è che ancora una volta si tratta di grande musica carica di energia e suonata con il cuore.
Per concludere una nota di costume: è la prima volta in tredici anni di carriera che i Persiana abbandonano le consuete copertine disegnate e le sostituiscono con una loro foto! Cosa significa? Non ne ho idea, ma da vecchio seguace del gruppo non potevo non notare questa novità.

Davide "Harddiskaunt" Zocchi

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