Grande festa al Rainbow Club di Milano sabato 26 gennaio per il festival punk organizzato dalla Tube Records, etichetta indipendente nata nel ’97 con l'uscita della sua prima produzione, ovvero il disco delle Porno riviste ''Cosa facciamo?''.
La Tube ha prodotto poi il secondo disco Bassistinti ''Bassin'core'' e il terzo cd Porno riviste ''Fino alla Fine'', i Pensione Libano con ''Costume Rosa'', Ora sta seguendo nuove bands, tra cui i Sesto Piano e I Divi di Beverly.
Sul palco del locale milanese sono sfilati gli Stereoracers, i Pensione Libano, gli Skruigners e le Pornoriviste, in un crescendo di fisicità ed energia. Buona, seppure un po’ moscia, l’esibizione degli Stereoracers, capitanati da Luca Rossi, pop punk band da Verbania con all'attivo due sette pollici usciti per due piccole etichette , "Suzie hate hush" prodotto dalla Ghoul Records e "Pop Punk Love Melody" prodotto dalla Perdurabo Records, I Pensione Libano, da Limonta, esplicano il loro carisma chiamando il pubblico (c’erano 1600 persone al Rainbow, quasi tutti per le Pornoriviste) ‘stronzetti’ e facendo gestacci.
Però il sound è carico ed aggressivo, e le canzoni, hardcore tendente all’emocore, divertenti e ben studiate. Gli Skruigners al Rainbow sono di casa e si muovono a proprio agio davanti al grande pubblico. Il loro è un hardcore incazzosissimo e incisivo, con canzoni della durata massima di due minuti. Strumentalmente poco omogenei, gli Skruigners sono energia come una bomba sulla testa. E propongono anche qualche pezzo orecchiabile. Sensazionale il duetto con Davide delle Pornoriviste, sembrava d’essere al Wembley Stadium.
Le Pornoriviste ormai sono una band di professionisti. Il quartetto, non proprio maestro della musica, ma di tutto rispetto, ha le idee chiare, molta ironia, grandissimo impatto fisico, orecchiabilità, forza travolgente e buonissime canzoni. E’ seguito da stuoli di fans adoranti che cantano talmente a squarciagola da coprire le voci di Davide e di Daniele. Non sono mancate carambate, lanci dal palco, fans in delirio a cantare con la band, un duetto con Mario dei Succo Marcio alla chitarra e via in bellezza. Uno spettacolo delirante, un locale adorante.

Recensione a cura di Camilla

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